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Montecassino
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mwfqMontecassino è un rilievo di 516 metri di mwfgaltitudine, situato nella parte meridionale della mwfwprovincia di Frosinone e posto a occidente del centro abitato di mwgaCassino.

Contents

Storia
Note

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Geografia

Ubicato nel mwiaSubappennino laziale, il monte, costituito da rocce calcaree, rappresenta la parte meridionale della mwiqValle Latina meglio chiamata mwigValle del Liri. Nonostante la modesta altitudine si presenta alquanto aspro e impervio; la vegetazione è assai scarsa, composta essenzialmente da querce e olivi. I terrazzamenti che si aprono verso la piana di mwiwCassino hanno origine antropica.cite-ref-1[1]

Montecassino è una collina rocciosa posta a circa 100 chilometri a nord di mwkqNapoli e a circa 130 chilometri (81 miglia) a sud-est di mwkgRoma, nella mwkwValle Latina, in mwlaItalia, a 2 chilometri (1,2 miglia) a ovest della città di Cassino e dall'altitudine di 520 m (mwlq1 706,04 mwlgpiedi). Sito nella città romana di mwlwCasinum, è meglio conosciuto per la sua mwmaabbazia, prima casa dell'mwmqOrdine dei Benedettini, fondata dallo stesso mwmgBenedetto da Norcia.

Storia

Attorno all'anno 529, mwnqSan Benedetto da Norcia stabilì su questo rilievo il proprio primo monastero, dal quale derivò l'mwngordine benedettino. È stato grazie alla comunità di Montecassino che la mwnwRegola di San Benedetto fu composta.

Il primo monastero di Montecassino fu saccheggiato dagli invasori mwoqLongobardi intorno al 570 e abbandonato. Del primo monastero non si sa quasi nulla. Il secondo monastero fu fondato da mwogPetronace di Brescia intorno al 718, su suggerimento di mwowpapa Gregorio II e con il sostegno del duca longobardo mwpaRomualdo II di Benevento. Era soggetta direttamente al papa e molti monasteri in Italia erano sotto la sua autorità. Nell'883 il monastero fu saccheggiato dai mwpqSaraceni e nuovamente abbandonato. La comunità dei monaci risiedeva quindi prima a mwpgTeano e poi dal 914 a mwpwCapua prima che il monastero fosse ricostruito nel 949. Durante il periodo dell'esilio, nella comunità furono introdotte le mwqaRiforme Cluniacensi.

Nel marzo del 960, un possidente laico denunciò il monastero per il possedimento di alcuni terreni vicini, il quale, invece, a sua volta giudicava propri. Per l'emanazione della sentenza, i giudici preferirono scrivere il documento, oltre che in latino, anche nella mwqglingua volgare parlata nel mwqwprincipato di Capua, per farsi comprendere da alcuni testimoni illetterati: si tratta del più antico documento redatto in un volgare italiano, il noto "mwramwrqPlacito capuano".

L'XI e il XII secolo furono il periodo d'oro dell'abbazia. Acquisì un vasto territorio secolare intorno a Montecassino, la cosiddetta mwrwTerra Sancti Benedicti ("Terra di San Benedetto"), che fortificò pesantemente con castelli. Mantenne buoni rapporti con la mwsaChiesa d'Oriente, ricevendo anche il patrocinio degli imperatori mwsqbizantini. Ha incoraggiato le belle arti e l'artigianato impiegando artigiani bizantini e persino saraceni. Nel 1057, mwsgpapa Vittore II riconobbe l'abate di Montecassino come prioritario su tutti gli altri abati. Molti monaci furono elevati a vescovi e cardinali e tre papi furono tratti dall'abbazia: mwswStefano IX (1057–58), mwtaVittore III (1086–87) e mwtqGelasio II (1118–19). Durante questo periodo la mwtgcronaca del monastero fu scritta da due suoi membri, il cardinale mwtwLeone di Ostia e mwuaPietro il diacono (che ha anche compilato il cartulario).

Nel XIII secolo iniziò il declino del monastero. Nel 1239, l'imperatore mwugFederico II vi presidiò le truppe durante la sua guerra con il papato. Nel 1322, mwuwpapa Giovanni XXII elevò l'abbazia a sede vescovile, ma questa fu soppressa nel 1367. Gli edifici furono distrutti da un terremoto nel 1349 e nel 1369 mwvapapa Urbano V chiese un contributo a tutti i monasteri benedettini per finanziare la ricostruzione. Nel 1454 l'abbazia fu posta in commenda e nel 1504 fu assoggettata all'mwvqabbazia di Santa Giustina di mwvgPadova.

Nel 1799, Montecassino fu nuovamente saccheggiata dalle truppe francesi durante le mwwaguerre rivoluzionarie. L'abbazia fu sciolta dal governo italiano nel 1866. L'edificio divenne monumento nazionale con i monaci come custodi dei suoi tesori. Durante la mwwqseconda guerra mondiale, il luogo divenne celebre come teatro dell'omonima mwwgbattaglia di Cassino, svoltasi nel 1944, e che provocò fra l'altro la mwwwdistruzione del complesso a causa dei bombardamenti mwxaalleati. L'abbazia fu successivamente ricostruita dopo la fine del conflitto.

Dopo le riforme del mwxgConcilio Vaticano II il monastero era una delle poche abbazie territoriali rimaste all'interno della Chiesa cattolica. Il 23 ottobre 2014, mwxwpapa Francesco ha applicato all'abbazia le norme del mwyamwyqmotu proprio Ecclesia Catholica di mwygPaolo VI (1976), rimuovendo dalla sua giurisdizione tutte le 53 parrocchie e riducendo la sua giurisdizione spirituale all'abbazia stessa – pur mantenendo il suo mwywstatus come abbazia territoriale. L'ex territorio dell'Abbazia, ad eccezione del terreno su cui sorgono la chiesa abbaziale e il monastero, fu trasferito alla mwzadiocesi di Sora-Cassino-Aquino-Pontecorvo. Allo stesso tempo papa Francesco ha nominato padre mwzqDonato Ogliari nuovo abate come 192º successore di san Benedetto. A partire dal 2015, la comunità monastica è composta da tredici monaci.

Il luogo è stato visitato da varie autorità ecclesiastiche, inclusa una visita di mwzwpapa Benedetto XVI nel maggio 2009.

Nel 2011 è stato pubblicato dal mwaqClub Alpino Italiano il libro "Sentieri per Montecassino, guida all'escursionismo culturale della montagna".cite-ref-2[2]

Ciclismo

Per il settantesimo anniversario del mwcabombardamento dell'abbazia, il 15 maggio 2014 per la prima volta nella sua storia il mwcqGiro d'Italia giunse su Montecassino con la sua sesta tappa. Partita da mwcgSassano, ha visto la vittoria dell'australiano mwcwMichael Matthews.cite-ref-3[3] Inizialmente di mwea247 km, la tappa si rivelò la più lunga del giro, poiché fu allungata di mweq10 km a causa di una frana nel comune di mwegPolla.

L'ascesa a Montecassino presenta un dislivello di mwfa445 m, in mwfq8,5 km di strada, raggiunto con pendenze medie del 5% e massime del 10%; in periodi primaverili ed estivi è un percorso molto frequentato dai cicloamatori.

Nel 2011 ospitò un arrivo di una tappa del mwfwGirobio, con partenza da mwgaBenevento, vinta dal ciclista colombiano mwgqWinner Anacona.cite-ref-4[4]

Note

cite-note-11. citereftreccani-montecassinomwjamwjqMontecassino, in mwjgTreccani.it – Enciclopedie on line, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
cite-note-22. La Gazzetta di Cassino, mwkgPresentato Sentieri per Montecassino, 16 marzo 2011, p. 6.
cite-note-33. mwlgmwlwmwmaPercorso tappa 06° - Giro d'Italia 2014 - Gazzetta dello Sport, su mwmqgazzetta.it.
cite-note-44. Alfredo Giuliano, mwnqGS DPG Castelforte-Pontecorvo, Tour-Giro-Vuelta.net, Giro.

Bibliografia

• mwoqMichela Cigola, L'abbazia benedettina di Montecassino. La storia attraverso le testimonianze grafiche di rilievo e di progetto, Cassino, Ciolfi Editore, 2005, ISBN 88-86810-28-8.
• mwowSalvatore Capaldi, Sentieri per Montecassino, Club Alpino Italiano, 2011.
• mwpqTommaso Breccia Fratadocchi, La ricostruzione dell'Abbazia di Montecassino, Roma, Gangemi Editore, 2014, ISBN 978-88-492-2911-0.
• mwpwGiovanni Carbonara, Iussu Desiderii. Montecassino e l'architettura campano-abruzzese nell'XI secolo, Roma, Ginevra Bentivoglio Editoria, 2014, ISBN 978-88-98158-30-0.
• mwqq(DE) Robert Schomacker, Die jüdische Vergangenheit Cassinos, Norderstedt, 2011, ISBN 978-38-42360-56-3. URL consultato il 20 giugno 2019.

Voci correlate
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